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Marte 2030

Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità“. Questa la frase di Neil Armstrong divenuta celebre successivamente allo sbarco sulla Luna dell’Apollo 11 del 20 Luglio 1969, ed oggi, a distanza di quasi 50 anni, sembra proprio che non solo quel passo sia stato fatto, ma che l’umanità sia pronta per farne uno ancora più grande.

In una dichiarazione alla CNN infatti, il presidente uscente degli Stati Uniti, Barack Obama ha rimarcato non solo l’importanza di continuare ad investire nella ricerca spaziale ma anche come sia di “vitale” importanza riuscire a mandare l’uomo su Marte, entro il 2030. Nonostante gli investimenti pubblici, sono però le aziende private a giocare un ruolo fondamentale in questa partita e, prima tra tutte, l’agenzia SpaceX del visionario Elon Musk, ideatore di un vero e proprio progetto per il popolamento del pianeta rosso.

A dare credito a questa operazione è sicuramente il nuovo tipo di razzo,  Falcon, in grado di trasportare oggetti al di fuori dell’orbita terrestre per poi ritornare a terra, con dei retro razzi. Questo nuovo tipo di tecnologia permetterebbe infatti di trasportare il quantitativo elevato di carburante necessario per il viaggio verso la superfice marziana, in più tappe, in un luogo di “deposito” vicino l’orbita terrestre. In questo modo basterebbe un solo razzo per svolgere il compito, ammortizzando di molto i costi.

Falcon è stato già testato e, lentamente, sta dando dei risultati soprendenti. Il video di sotto mostra un esempio di razzo che, dopo essere decollato, riesce a tornare a terra. Resterete senza parole..

Dopo aver accumulato quantità sufficienti di carburante, l’ultimo razzo dovrebbe inviare il modulo effettivo che dovrà viaggiare sino al Pianeta Rosso, viaggio con durata di almeno sei mesi.

Una volta arrivati su Marte, il progetto prevede che gli astronauti restino, se non altro il tempo sufficiente per produrre il carburante per il viaggio di ritorno. Si è pensato infatti di utilizzare propulsori che possano sfruttare metano e ossigeno, facilmente producibili sulla superficie marziana, altra soluzione che contribuirebbe ad “alleggerire” il carico di carburante per il viaggio d’andata.

Beh, insomma, sembra facile no?!

In realtà restano ancora parecchi problemi irrisolti. Prima di tutto il razzo stesso, il Falcon, che per ora è solo un prototipo, molto più piccolo e leggero di quello che andrà utilizzato. Secondariamente sarà premura dei progettisti ideare un modulo per il viaggio che possa schermare gli astronauti dalle radiazioni presenti nell’universo. Non dimentichiamo infatti che l’universo è pieno di radiazioni(pensa per esempio alle stelle, o al nostro stesso sole) e che noi qui, sulla terra, siamo schermati grazie alla presenza dell’atmosfera. Considerando che il viaggio sarebbe di almeno sei mesi ( andata e poi ritorno ), la quantità di radiazioni che il corpo degli astronauti assorbirebbe sarebbe dunque troppo elevata.

Non ci resta che sperare insomma. Anche il viaggio sulla Luna poteva sembrare fantascienza all’epoca, ma alla fine l’ingegno umano ha avuto la meglio sull’opinione comune. Chi sa che tra non molto non ci stupisca di nuovo.

FONTI

http://edition.cnn.com/2016/10/11/opinions/america-will-take-giant-leap-to- mars-barack-obama/index.html

http://www.repubblica.it/scienze/2016/10/11/news/obama_annuncia_entro_il_2030_invieremo_i_primi_uomini_su_marte-149557609/

http://www.focus.it/scienza/spazio/barack-obama-e-le-tappe-del-viaggio-verso-marte

 

 

 

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